
… raccontare il mio progetto emmat: sette anni di sperimentazioni, incontri, visioni diventate realtà, collaborazioni che mi hanno portata a far diventare il romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair” un tassello del progetto stesso, promuovendo la mia eroina (Emma Travet) con tutti i mezzi del web. Spesso mi rendo conto di come sia tutto chiaro a ME, nella mia testa, in perenne attività mentale. Il problema è riuscire a trasmetterlo e (pure) bene.
Ho capito che non potrò MAI far comprendere a tutti, tutto il lavoro svolto fino ad oggi. Forse meglio poco, che sia chiaro, a più gente possibile. Poi, ognuno, si prenderà il pezzetto che più sentirà suo. E io ne sarò contenta.
Quindi, meglio lasciare la parola agli altri, per vedere l’effetto che fa.
Questa volta, la parola, l’ha presa Ylenia Cafaro, che ha colto molto bene il senso del progetto emmat.
Un libro, un ebook, un blog, uno shop online, un profilo declinato su più canali social. The Emmat Project ruota intorno a una storia intitolata “Voglio scrivere per Vanity Fair”, ma va molto oltre: dà vita a un personaggio che sembra quasi vero. Cosa lo rende tanto reale da sembrare fatto di carne e ossa? Semplice: i bit.
Prosegui a leggere su holosuitetv e cerca DMAG se fossi di Torino, per leggere un altro pezzo se emmat ( a pagina 10),thanx to Francesca Chiappero.
p.s. E da due mesi, c’è anche il romanzo in cartaceo, grazie al print on demand su AMAZON.IT Many thanx alla mia casa editrice, la Goware di Firenze.
La mia Olivetti STUDIO45 e il cartaceo
ph erica vagliengo






