dall’ ebook “Voglio scrivere per Vanity Fair” di Emma Travet
“Poi Wolfy sparisce così vado a cercare Lucilla e Agata da sola, per buttarmi in pista, ma le vedo troppo intente a scambiarsi il numero di cellulare con i musicisti anni Trenta.
Faccio un giro tra i tavoli e vengo colpita da una bottiglia di vino. La Bambina c’è scritto sopra, Rosato Sicilia doc.
«Ottima scelta» mi volto e vedo lui, proprio lui.
Prende la bottiglia, riempie due bicchieri e uno lo porge a me.
«Veramente io non bevo vino».
«Questo lo berrai, lo ha fatto una mia amica, Marilena Barbera, pensando alle donne toste, caparbie, che non si fanno spaventare dalle difficoltà e realizzano i loro sogni. Sempre».
«Beh, vista la storia così interessante, perché no?», e lo tiro giù tutto d’un fiato.
«Hey, piano» sorride divertito, «si vede che non sei abituata. Lo devi gustare con calma, perché tocchi il palato per infonderti quelle note di glicine e fragoline selvatiche. Poi senti come scende giù con un profumo di melograno, anguria e buccia di limone».
«Riprova, dai», e mi porge il suo bicchiere.
In effetti è proprio come dice, straordinario, pensavo non mi piacesse il vino, forse perché nessuno me l’aveva mai raccontato. Nessuno di così affascinante…
«Scusa, devo sedermi perché inizia a girarmi la testa».
Lui si siede a due passi da me.
«Piacere, che maleducato, sono Fabrizio».
«Piacere, Emma».
«Come la Emma di Jane Austen».
«Sì, più o meno. Come mai anche tu da queste parti?», domando per spostare l’attenzione su di lui.
«Lavoro nello studio di Celia. Sono venuto a festeggiarla».
«Non ti ho mai visto nella ridente cittadina, strano, conosco tutti».
«Abito qui solo da un anno, prima ero a Torino, dove ho conosciuto il fratello di Celia, che mi ha introdotto al notaio Tricottero. Tu invece sei con il fotografo?».
«Sì, Wolfy, amico comune mio e di Celia».
Poi complice La Bambina, inizio a raccontargli del mio lavoro, di Marco, della sua ex e di altre cose, io che sono la regina della privacy..
Fabrizio sembra divertirsi molto.
A un certo punto, si alza, mi prende la mano e «Vieni, ti porto a vedere una cosa».
Mentre camminiamo nell’erba rischio di inciamparmi nell’abito viola anni Ottanta, regalo di Chetty, che me l’ha spedito da New York.
Fabrizio mi salva e proseguiamo fino a una panchina con vista sulla città.
Ci sediamo.
«Non è incantevole?»
«Sì, niente male» (ma che risposta del menga è? Si vede che sono proprio brilla). “
IL CONTEST “EMMAT E LA BAMBINA”
P.S. Se acquistate l’e book e rispondete alla domanda del finale, rischiate di vincere una bottiglia di La Bambina!
E voi cosa avreste fatto, al mio posto?
Datemi la risposta, motivandola, su questa pagina fan o scrivetemi una mail a emmat_vanity@hotmail.com. La più originale avrà in regalo una bottiglia di La bambina della Cantina Barbera di Marilena, donna impavida, audace, coraggiosa, che ha creato un rosato Sicilia doc proprio come lei.
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